Roma sparita

1 aprile 2016

Personaggi di Roma sparita: il burattinaio Ghetanaccio.

Ghetanaccio
La satira  e l'atteggiamento  irriverente contro tutti e specialmente contro i potenti, sia laici che religiosi, a Roma sparita era di casa. 
Non si salvava nessuno.
Un sottile filo lega la tradizione tutta romana delle satire pungenti, spietate, rappresentata dalle statue parlanti, e quella esercitata da altri personaggi romani, diventati famosi, come il burattinaio Ghetanaccio.

Il più famoso burattinaio romano si chiamava Gaetano Santangelo, ma era detto Ghetanaccio in romanesco o, italiano,Gaetanaccio (Roma1782 – Roma 1832).
Sulla terrazza del Pincio, nei giardini pubblici, o a richiesta dentro i palazzi dei nobili, Santangelo allietava i pomeriggi dei romani, ricchi o poveri che fossero, con la satira dei suoi burattini di legno. 
Spettacolo e risate erano garantiti: le irresistibili commedie del repertorio ammaliavano i bimbi e svagavano i grandi. 
All' aperto Ghetanaccio si esibiva dentro il suo "casotto", una piccola torretta di legno, alta abbastanza per sovrastare le teste del pubblico e con davanti una finestra non troppo grande a mo' di palcoscenico. Il suo personaggio principale era Rugantino, caricatura del bullo romano.

Ghetanaccio raccontato da Zanazzo

Curiosando nei testi di Giggi Zanazzo si trovano  queste e altre notizie sul personaggio Ghetanaccio..
Così veniamo a sapere che il burattinaio era alto, pallido, vestito con una modesta tunichetta e un berretto con la visiera..Faticava tutto il giorno, andando in giro con il suo casotto, orecchiando fatti e misfatti di Roma sparita, che spesso costituivano lo spunto per i  suoi spettacoli, dove metteva in ridicolo persone conosciute   e situazioni. 

Anche con il governo non era tenero, Famosa una di queste rappresentazioni in cui Pulcinella (altro personaggio usato da Ghetanaccio) chiedeva:
"Dimme un po' Ruganti', ma perche' li signori danno a balia li fiji?". 
Alla risposta di Rugantino il pubblico si piegava sempre dalle risate: "Per imparaie da ragazzini a succhia' er sangue de la povera gente",
commentava l' inconfondibile voce del burattinaio.

Magri guadagni..e crisi nera nel 1825 per il giubileo..
Ghetanaccio in persona, finita la rappresentazione, usciva fuori dal casotto e chiedeva un contributo per le sue rappresentazioni, ma purtroppo, nonostante il grande successo che riscuoteva fra popolani e nobili, i guadagni erano magri....
A peggiorare le cose ci si aggiunse anche il giubileo del 1825!! 

Proprio dalle pagine di Giggi Zanazzo  apprendiamo del periodo di fame nera che il burattinaio passò durante questo anno giubiliare, indetto da Leone XII nel 1825.

Durante questi periodi infatti vigevano severe norme che proibivano i divertimenti:
"Non teatri, non feste, non balli, non ricevimenti, neppure in piazza li burattini, ed invece prediche, missioni, processioni, funzioni..." Così per questi divieti, che accompagnavano gli Anni Santi, Ghetanaccio fu costretto a mendicare spiccioli sui gradini della chiesa di S. Maria della Scala in Trastevere.

Ghetanaccio non rispettava nessuno...
Spesso, Ghetanaccio era chiamato per fare spettacoli nelle belle case dei nobili romani. Grazie a qualche commediola, con i burattini, ne allietava  le serate.
Una volta, di Carnevale fu invitato addirittura dall'Ambasciatore di Francia.
Conoscendolo, l'Ambasciatore si raccomandò di non esagerare a dire bricconate e di non fare "rumori con la bocca"(Erano famose le sue pernacchie rumorosissime).

Con la solita prontezza Ghetanaccio rispose di stare tranquillo in quanto alle bricconate, ma gli si doveva permettere di fare almeno una sola pernacchia!! L'Ambasciatore gli diede l'ok.
Così venne la sera dello spettacolo, il salone dell'Ambasciatore era pieno di cardinali, prelati, principi, principesse, etc.
S'alza il sipario e appare Pulcinella, vestito da re, seduto a scrivere sullo sfondo di una grande sala del suo palazzo. Entra un servitore in gran livrea, s'inchina e poi dice forte:
- Sua eccellenza l'ambasciatore di Francia!
Non finisce di dire l'ultima parola e... parte una pernacchia tale da rintronare tutti i vetri del salone. Si può immaginare la stizza dell'Ambasciatore, che si alzò tutto infuriato e così apostrofò Ghetanaccio:
-Mascalzone::Questa è la promessa...
Ghetanaccio allora: -Scusi eccellenza, ma eravamo d'accordo che potevo fa una di pernacchia....
Ambasciatore: -ma proprio in quel punto?
E Ghetanaccio:-Eccellenza, ci stava così bene!!!”

Il burattinaio tramandato da Zanazzo ebbe vita breve in quanto morì a soli 50 anni di tubercolosi.