Roma sparita

1 marzo 2018

Medicina popolare, col freddo ecco i geloni

Nella Roma sparita, per la mancanza di riscaldamento nelle case, si pativa il freddo.
I camini rappresentavano un vero e proprio oggetto di lusso dai costi non certo indifferenti.
Almeno fino al 1368 nella città dei papi ci sono testimonianze che raccontano che non si trovavano camini nella maggior parte delle abitazioni.
Il popolo, che viveva quasi sempre all'aria aperta, pativa il freddo e per riscaldarsi aveva la pericolosa abitudine di far ardere il fuoco in mezzo alle case, in terra, o dentro a cassoni ripieni di terra. 
Per tal motivo le strade, soprattutto quelle secondarie, dovevano spesso essere piene di fumo, che non potendo sprigionarsi di sopra ai tetti, danneggiava l'aria e i prospetti delle case, contribuendo a dare alla città quella tinta scura apprezzata da romani e forestieri, definita severa. 
epoca medioevale
 camino
Aiutava a mitigare il freddo di tutte le case (ricche e povere) il benedetto scaldino portatite o (a Roma il cosìdetto prete) per scaldare il letto e i bracieri, utilizzati ancora oggi in alcuni luoghi per riscaldare gli altri ambienti.
I camini

In Europa solo dal XVIII secolo la tecnica dei camini si evolve, in stretto collegamento con maggiore diffusione del progresso e del benessere. E nel secolo XIX  si registra in questo settore una vera e propria rivoluzione .
dormitorio.jpg
scaldaletto, 
detto prete
Si sta parlando, come detto sopra, della più evoluta Europa (e anche più fredda) e delle case dei ricchi. Assai diversa era e rimase anche nell'800 a Roma la situazione delle case dei popolani, dove, in mancanza del camino, lo scaldino e il braciere rimasero per parecchio tempo l'unico mezzo per contrastare il freddo dei mesi invernali. 

I geloni e i rimedi per curarli.
E proprio a causa del freddo si sviluppano i geloni. Questi infatti sono una alterazione cutanea conseguente all'esposizione al freddo, e soprattutto al freddo umido. Insorgono di solito nei primi mesi invernali, localizzandosi alle mani, ai piedi, ai calcagni, al volto, al naso e ai padiglioni auricolari; possono localizzarsi anche alle ginocchia e ai glutei.

I rimedi delle comari romane per guarirli consistevano essenzialmente nell'uso di un prodotto economico e facilmente reperibile: cioè l'urina (la piscia in romanesco), utilizzata per il suo potere decongestinante

L'urina si doveva applicare sulla parte malata prima di andare a letto per 4 o 5 sere di seguito. E' un metodo naturale consigliato anche oggi.
Altro rimedio naturale erano applicazioni fatte con la malva cotta, la salvia, l' aglio, le mele cotte, le fragole mature o la farina di ceci.
Infine si poteva provare anche con il sego, che avrebbe rinfrescato la parte lesa.
Invece per far passare il rossore provocato dai geloni, e che dava fastidio soprattutto ai bambini, la sera prima di andare a letto si dovevano fare un pediluvio di una decina di minuti con acqua calda...