Roma sparita

19 giugno 2019

23-24 giugno - La notte delle streghe a piazza San Giovanni

Il 24 giugno è la festa di San Giovanni Battista,  patrono  di Roma. 

E a Roma sparita era festa grande.
La festa aveva inizio la notte precedente, il 23 giugno, la famosa « notte delle streghe»
Religione e superstiz+]ione si intrecciavano in questo ricorrenza molto sentita dal popolo romano.
La notte più breve dell'anno
Quella fra il 23 e il 24  giugno è la notte più breve dell'anno, in quanto  comincia l’estate, Il solstizio d'estate il sole raggiunge la sua massima inclinazione positiva rispetto all’equatore celeste, per poi riprendere il cammino inverso. Tutte le leggende si basano su questo evento considerato magico e sacro nelle tradizioni precristiane ed ancora oggi viene celebrato dalla religiosità popolare con una festa.

Porta san Giovanni 
verso via Appia Nuova
(incisione di G.B. Piranesi, 1748)

La notte delle streghe 
Secondo le tradizioni popolari, si credeva che le streghe, in quella notte magica, si dessero appuntamento nei pressi della basilica per un  grande Sabba e andassero in giro per la città a catturare le animeLe streghe venivano chiamate a raccolta dai fantasmi di Erodiade e Salomè, dannate per aver causato la decapitazione di san Giovanni.
Anche il poeta romanesco G.G.Belli ne parla in un sonetto intitolato San Giuvan-de-ggiuggno
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Riti per tenere lontane le streghe
Curiosando nei testi di Giggi Zanasso. Durante quella notte magica, venivano fatti falò per tenere lontano il male. 
Parecchi poi erano i rituali seguiti contro le streghe
E le comari di Roma sparita raccontavano che se la strega voleva entrare doveva prima contare tutti gli zeppi della scopa o i grani del sale. 
G. Vasi, Basilica di San Giovanni 
(sec. XVIII)
E se sbagliava doveva ricominciare da capo!!
Anche la croce era un elemento che spaventava le streghe, che in alternativa utilizzavano la cappa del camino.. e allora anche qui si faceva la croce con le molle e la paletta incrociate, oppure si otturava.
La paura delle streghe era infatti tanta.. e così insieme a lanterne e torce,il popolo si portava dietro bastoni fatti a forcina, scope, teste d'aglio e quelli che potevano si profumavano con la spighetta cor garofoletto.
Prima della festa, si andava in parrocchia a prendere una boccia d'acqua santa appena preparata: perchè ai tempi di Roma sparita l'acqua santa aveva una scadenza: quella stantia non era più buona !!
Con quest'acqua, prima di uscire da casa ci si doveva benedire i letti, la porta e la casa stessa.

Prima di dormire poi si diceva due volte il Credo, e ogni parola si doveva replicare per due volte. Io credo, io credo, in Dio padre, in Dio padre, ecc., e così per le altre preghiere..
Si credeva che questo doppio credo era veramente il massimo per tenere lontane le streghe.

Le donne protagoniste della festa
Roma nell'Ottocento - venditori di lumache
a piazza san Giovanni
E in passato le vere protagoniste della festa erano le donne, spesso vestite con abiti maschili che, in quanto colpevoli del martirio del santo, non potevano entrare nella basilica e si fermavano davanti alla basilica provocando gli uomini e chiedendo loro una "mancia". 

Era un'occasione per mangiare le lumache 
Si partiva in massa da tutti i rioni di Romaal lume di torce e lanterne, per arrivare a San Giovanni in Laterano per pregare il santo, ma anche per mangiare le lumache nelle osterie e nei baracchini allestiti sulla piazza appositamente per questa festa. 
Le lumache avevano un significato simbolico, poichè le loro corna
rappresentavano discordie preoccupazioni, quindi mangiarle significava distruggere le avversità. 
E a proposito delle lumache ...c'era anche chi se le portava cucinate da casa, perchè non si fidava dello spurgo che facevano gli osti romani. 
Come di consueto nelle osterie di Roma sparita, si serviva anche  solo il vino mentre il cibo veniva prima cucinato in casa (chi non conosce ancora oggi le famose fraschette dei Castelli romani!!!). 
Sempre Zanazzo ci racconta di un altro luogo di incontro fuori porta san Giovanni, nei pressi della fonte dell'Acqua santa sulla via Appia, alla Salita degli Spiriti,era l'osteria delle Streghe dove si andava a cenare.
E la cena spesso finiva con pesanti litigi, in quanto gli osti riciclavano gusci di lumaca, cioè gusci vuoti, il cui contenuto era stato già mangiato dai clienti venuti prima....

A pranzo coi parenti per fare pace.
Altra tradizione, che perdurava anche al tempo in cui scrive Zanazzo, era quella di fare un pranzo, il giorno di san Giovanni, fra i parenti con i compari e le commari, anche per fare in modo che se c'era un po' di ruggine fra di loro, si potesse fare pace con una buona mangiata di lumache.

E.F.Roesler
 L'alba alla festa di san Giovanni.
La festa in piazza san Giovanni in Laterano
Per la festa l'imponente piazza San Giovanni si riempiva di tantissima gente, si mangiava e si beveva in abbondanza e soprattutto tanto rumore invadeva questi luoghi: trombe, trombette, campanacci, tamburelli e petardi di ogni tipo venivano suonati per impaurire le streghe, affinché non potessero cogliere le erbe utilizzate per i loro incantesimi. 
Tutto ciò costituiva un problema per l'ordine pubblico e così le autorità vietarono spesso di andare nei luoghi disabitati (ad es. Monte Testaccio) mentre, veniva consentito il bagno al Tevere, per le proprietà taumaturgiche date dal santo alle acque. 
Tutto questo baccano durava fino all'alba. 
Allora la festa si concludeva, quando dopo lo sparo del cannone di Castello, il papa si recava a San Giovanni per celebrare la messa, e dalla loggia della basilica gettava monete d’oro e d’argento, scatenando così la folla presente.