Roma sparita

25 novembre 2017

Roma sparita. Ecco il meteo per l'arrivo dell'inverno...

Anche a Roma sparita si temevano le forti precipitazioni, e il giorno più piovoso dell'anno era ritenuto il 30 novembre: la festa di sant'Andrea pescatore (1).

Il meteo nei proverbi, dettati dalla saggezza popolare
Chi di noi non ha mai detto, guardando il cielo: "Rosso di sera bel tempo si spera", che forse è uno dei proverbi più utilizzati in campo metereologico? 
E i nostri nonni per regolarsi su come sarebbe stato il tempo durante le quattro stagioni,  seguivano proprio antichi proverbi, si scambiavano detti popolari che man mano si sono consolidati nella cultura popolare anche fra popoli diversi. 
Tutto ciò era frutto della saggezza popolare. 
Questi proverbi, frutto di osservazioni di agricoltori, pescatori e allevatori di bestiame, si sono tramandati oralmente e così, anche a Roma sparita, circolavano spesso in bocca anche alle comari romane.

Come suggerisce Giggi Zanazzo. Originali, come al solito, i proverbi romaneschi. Le popolane quando si sentivano pizzicare il collo, perchè punte da una pulce erano solite dire: "La pulce al collo: l'acqua a ponte mollo". 
Con questo detto volevano intendere che si sarebbe verificata una copiosa pioggia, le cui conseguenze sarebbero state visibili a ponte Milvio,
chiamato popolarmente ponte Mollo, che quando il Tevere era in piena, era il primo a venire sommerso.

Sempre a Roma, un altro famoso proverbio metereologico riguardava il 2 dicembre, festa di santa Bibbiana (o Viviana).
«Si ppiove er giorno de Santa Bbibbiana,
Piove quaranta ggiorni e ’na sittimana».
[Versione. Se piove il giorno di Santa Bibbiana, pioverà per quaranta giorni e una settimana].


Se pioveva in quel giorno, tutta la prima parte dell’inverno sarebbe risultata in prevalenza umida. E se addirittura nevicava,  l'inizio dell'inverno sarebbe risultato freddo e con diversi episodi di questo tipo.
Se invece splendeva il sole, si sarebbe andati incontro ad un periodo prevalentemente secco.

Importanza della metereologia 
Indubbiamente le previsioni del passato, fatte con sistemi empirici, avevano comunque una certa attendibilità, frutto dell'osservazione dei fenomeni naturali. 
Non solo, però!
In mancanza degli attuali, sofisticati sistemi meteo,  possiamo solo immaginare quanto era importante regolarsi sull'andamento delle stagioni, che influivano moltissimo sulla vita di popolazioni dedite essenzialmente alla pastorizia, alla all'agricoltura,e alla pesca, tutte attività che si svolgevano all’aperto e perciò strettamente dipendenti dalle condizioni atmosferiche
E proprio grazie al passaparola, proverbi e detti popolari, per lo più frutti di superstizioni e mitologia, riflettevano a loro modo una certa saggezza meteorologica. Quei detti popolari contenevano infatti l’esperienza collettiva di generazioni di cacciatori, pescatori, mandriani, agricoltori, marinai.

Diffusione della metereologia. I popoli hanno osservato, misurato e cercato di fare previsioni meteo sin dal 1400. Secondo la NOAA History page pluviometri, barometri, anemometri, igrometri e termometri, apparvero tutti negli anni compresi fra il 1400 e il 1700. Ma è stato solo con l’invenzione del telegrafo negli anni ’40 dell’800 — grazie al quale le informazioni meteorologiche potevano essere rapidamente condivise sulla lunga distanza in modo da determinare i modelli, e individuare i temporali in arrivo — che nacque davvero la moderna meteorologia.  

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1)Andrea (=virile, gagliardo, dal greco) è il primo apostolo che si incontra nei Vangeli. È un pescatore, fratello di Simon Pietro. Andrea annuncia la Parola di Dio in Asia Minore e nella Russia meridionale. Poi va in Grecia, e guida i cristiani di Patrasso. E qui muore martire, crocifisso: viene appeso – secondo una tradizione - con funi a testa in giù a una croce a forma di «X» (detta poi «croce di Sant’Andrea»).