Roma sparita

29 aprile 2017

Roma sparita. Il 1° maggio e il ballo dei guitti.

Statua parlante
Madama Lucrezia
La festa del 1° maggio in europa nasce il 20 luglio 1889, e precisamente a Parigi. Durante il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese, nasce l'idea di organizzare una grande manifestazione in una data stabilita, che in seguito ricorderà l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori.
Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue. 

Già prima di tutto questo, a Roma sparita maggio era un mese in cui i romani festeggiavano in allegria contagiati dall'arrivo della primavera. E  forse rimaneva un antico ricordo delle tradizione di roma antica legate alla primavera, al risvegliarsi della natura, alle feste legate al mondo rurale...che si festeggiavano a fine aprile -inizio di maggio

Curiosando nei testi di Giggi Zanazzo.  In questo periodo dell'anno a Roma sparita c'era un appuntamento imperdibile il ballo dei guitti .
Si svolgeva proprio il 1 maggio vedeva una vasta partecipazione del popolo romano come sempre pronto a festeggiare e a divertirsi.

Ne parla  Giggi Zanasso definendola una  festarella, che però già alla sua epoca, doveva essere solo un ricordo.

Il luogo stabilito per radunarsi e partecipare al ballo dei guitti era piazza San Marco davanti alla statua di Madama Lucrezia
Era questa una delle famose statue parlanti di Roma, che in occasione del 1 maggio veniva adornata con collane di aglio e cipolla, nastri di tutti i colori, carote.
Il ballo costituiva uno spettacolo molto divertente che rapidamente attraeva gente di tutte le categorie sociali.
B. Pinelli- Saltarello, ballo romano
La festa si svolgeva così. Prima di tutto i  guitti mimavano un gioco simile a quello chiamato "a fà li sposi". Ogni uomo si doveva scegliere una donna qualunque come finta sposa, quindi ogni coppia, prima di cominciare a ballare, si presentava davanti a Madama Lucrezia e faceva finta di sposarsi, come se la statua fosse il sindaco o il curato. 
Poi davanti alla statua di madama Lucrezia si cominciava a ballare e si poteva veder di tutto..mendicanti, artisti di strada, tipi eccentrici che si agitavano quasi in un rituale dionisiaco.... 
Nonostante si trattasse del ballo di guitti, non c'erano soltanto miserabilima anche coppie che si fingevano tali.
E la folla che assisteva al ballo era affascinata proprio da queste coppie vistosamente addobbate  e formate da bellissime popolane del rione Monti, che destavano molta ammirazione negli uomini presenti. 

C'erano poi anche i veri guitti... coppie formate da sbandati, da mendicanti, da artisti di strada, donne con gambe a X, gobbi e gobbe. 
Che divertimento per il pubblico intorno vedere tutti questi sgorbi ballare il saltarello!! E non mancavano le coppie di vecchi bacucchi, di sciancati che si infervoravano anche loro a ballare, facendo boccacce e gesti strani che sembravano divertire anche la imperturbabile madama Lucrezia... Insomma risate a crepapelle!

Wilhelm Marstrand,
Salterello,1869 (collezione privata)
Il Saltarello era la danza popolare tradizionale in voga a Roma nell’Ottocento, caratterizzata da movimenti rapidi e vivaci eseguiti con i piedi e con le braccia: alzate in alto, con le mani sui fianchi, prendendo il grembiule (per la donna) con una mano e agitandolo disteso davanti a sé con le due mani. Si ballava in due, al suono della chitarra o del tamburello, nelle osterie e all’aperto in occasione della fine di lavori agricoli come la vendemmia, la mietitura o la raccolta delle fragole. Caratteristica del saltarello era il passo saltato o bilanciato eseguito saltando ora su un piede ora sull’altro, sul posto o spostandosi in avanti e indietro oppure girando su sé stessi. Il salto era sottolineato da un colpo più deciso del tamburello.