Roma sparita

14 febbraio 2012

Roma sparita. Superstizioni e rimedi per l'infanzia (1)

Bouguereau,William-Adolphe
Madre con bambino (sec. XIX)
Sono parecchie la credenze popolari, le superstizioni, i rimedi empirici della Roma sparita che riguardano i bambini piccoli. Sicuramente scaturivano dal desiderio di aiutare i genitori a proteggere proprio i più deboli dalle paure che l'umanità si porta dietro da sempre : le malattie innazitutto, le disgrazie e la cattiva sorte sempre in agguato. Accanto a questo, c'erano anche i piccoli e  grandi problemi quotidiani, che la nascita e la crescita di un bimbo comportava. Ieri come oggi.
E la stessa richiesta popolare di consigli, di aiuti etc dei nostri tempi, infinitamente più evoluti,  non è forse soddisfatta anche da libri, riviste, trasmissioni televisive, e radiofoniche pronte a dispensare rimedi empirici e scientifici di tutti i tipi?


Nella Roma sparita la saggezza popolare, l'esperienza delle comari  è trasferita nelle preziose pagine di Zanazzo...Quasi una guida per la cura e la crescita dei bambini piccoli... 

Ad iniziare dal sonno dei bambini,  aspetto importante per loro e per i genitori, che si credeva che si potesse perdere in seguito ad un bacio sul collo! 
Per purgarli si doveva usare la savonea, cioè un medicamento oleoso simile al sapone.
Non gli si dovevano tagliare le unghie fino al primo anno, altrimenti sarebbero diventati addirittura dei ladri. E questo forse per non provocare loro dele infezioni, difficili da debbellare.

Fino allo spuntare del primo dente, non gli si doveva mettere in testa, neanche per scherzo, cappelli da uomo, altrimenti i denti gli sarebbero venuti neri e radi.
Altra credenza popolare era che il singhiozzo facesse crescere il cuore e il pianto facesse diventare gli occhi belli.
Per scongiurare le convulsioni infantili [cosidettà infantioli]  una manosanta era considerata l'acqua di Piedemarmo, venduta in una farmacia dei frati  Domenicani in via del Piedemarmo (1). Ancora oggi il convento priorale di dei Padri domenicani è sito proprio lì vicino cioè a piazza della minerva . 
Quando la creatura era unsbattuta (cioè pallida, occhi cerchiati) si dava un cucchiaino di questa acqua, ogni tanto.
Aiutava anche dargli per bocca una goccia di sangue della tartaruga, e le convulsioni sarebbe sparite per incanto.


Le creature non si dovevano picchiare in testa con le canne, non si dovevano far attraversare da una parte all'altra i tavolini, non si dovevano fra passare fra le gambe. Queste ultime forse avevano a che fare con credenze di origine  medioevale, basate sull'offesa alla Croce di Cristo che si faceva incrociando qualsiasi oggetto.
Stranissima, rispetto ai tempi attuali, era la credenza popolare che non si dovesse pesarli, altrimenti c'era il rischio che non crescessero di statura.
G.De la Tour, Natività (sec. XVII)
La paura del malocchio era sempre in agguato. Infatti quando si lodava una creatura e gli si diceva: Come stai grassa e grossa, come stai bene etc etc si doveva sempre aaggiungere : Che Dio ti benedica, altrimenti c'era il rischio di fargli il malocchio... 

La pulizia nei tempi passati era fatta con prodotti naturali, oggi sarebbero considerati  ecologici: la cenere del camino ad esempio. 


Abitudini non proprio igieniche sono riferite da Zanasso a proposito dei bimbi. Quando facevano la cacca per terra, nel fare la pulizia non ci si doveva buttare la cenere sopra , altrimenti alle povere creature sarebbe venuta la sciolta cioè la diarrea. 
Per farli parlare bene. Le credenze  delle comari di Roma sparita a tal proposito hanno veramente dell'inverosimile e riguardano i pidocchi sulla testa dei bambini.  Infatti alla comparsa del primo pidocchio sulla testa di una femmina lo si doveva schiacciare su una padella, se era su un maschio sul paiolo di rame. Meglio schiacciarlo però su una moneta d'argento perchè così avrebbero avuto una voce bella e forte. Ci si può chiedere che legame ci potesse essere tra questi elementi? Tutte le ipotesi sono spendibili.
I denti. Altro problema era collegato allo spuntare dei dentini che , ieri come oggi, provocano arrossamenti o stitichezza pure di notte. Se i denti spuntavano presto, cioè tra i 4 o 5 mesi,  non era buon segno, un proverbio diceva:«Chi ppresto addénta. Presto sparènta»[ Chi presto mette i denti muore precocemente].
Lo svezzamento. Quando il bambino arrivava a toccarsi la bocca con il piedino era pronto per essere svezzato. Infatti era sufficiente che succhiasse il latte per 12 mesi,  ad andare oltre si faceva solo danno al bambino e alla mamma. Ieri come oggi, il momento buono era costituito dall'inizio della primavera o quando iniziava il freddo.
Il sistema suggerito era drastico. Il giorno prescelto doveva essere un venerdì: gli si metteva sul capezzolo un pò di cerume delle orecchie che era amaro, oppure si tingeva con l'unto della padella. Quando la creatura si  attaccava per succhiare il latte,  allora avrebbe sentito l'amaro e visto il nero ..così gli passava la voglia della zinna[mammella].
Due o tre giorni di pianto e ..via.  Intato la madre aveva inziato a preparargli la papetta con l'olio  e il brodo vegetale .
Per mandare via il latte. Era utile la pianta chiamata capelvenere , fatta bollire insieme al cremor di tartato.
La mamma nel frattempo doveva mangiare poco: via i maccheroni e la carne, solo dieta vegetariana. Bere, bere  tanto.
Per togliersi l'infiammazione al seno ci volevano i fiori di sambuco, il riso e il latte. Si doveva far bollire tutto insieme, fino a farlo diventare una polentina, Si aggiungeva un pò di burro e ci si dovavano intingere i seni e i capezzoli, fino al miglioramento.
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1. via del Piè-di-Marmo: ora farmacia Passamonti.