Roma sparita

10 gennaio 2012

Proverbi cosìdetti "igienici"

Nella Roma sparita per tirare avanti serviva la proverbiale saggezza popolare, che caratterizza da sempre il popolo romano. 
I proverbi più diffusi, tutti basati su questa virtù molto romana, riguardano moltissimi aspetti del vivere quotidiano e il  poeta Giggi Zanasso li raccoglie e trascrive, definendoli igienici, perchè
quasi sempre riferiti alla salute. 
Riportiamo i proverbi, alcuni dei quali giunti fino a noi, con una traduzione sotto. (Man mano che si chiarirà il significato di alcuni  oscuri  si aggiungerà la traduzione).

1. Amore, rógna e ttósse nun s’anniscónneno.
  Amore, rogna e tosse non si possono nascondere.
2. Grassezza fa bbellezza.
 La grassezza è segno di bellezza.
3. Li nèi so’ bbellezze.
I nei sono un pregio.
4. L’acqua fa bbelli l’occhi.
L'acqua purifica gli occhi.
5. Moje, pippa e ccane, nun s’imprèsta manco ar compare.
 Moglie, pipa e cane non si prestano neanche al compare.
6. Beata quella verga che nun porta fiji.(???)
7. Donna de bbôna razza fa prima la femmina e ddoppo er maschio.
Donna di buona razza partorisce prima la femmina e dopo il maschio.
8. Chi ccià ffiji cià mmalanni.
Chi ha figli ha guai.
9. Li peccati de li padri li sconteno li fiji.
I peccati dei padri ricadono su i figli
10. Er sangue nun è acqua.
 Il sangue non è acqua (riferito ai legami di rarentela)
11. È mmejo che ppiagni er fijo che la madre.
E' meglio che piange il figlio piuttosto che la madre.
12. Le crature stanno sempre a bbecco a mmòllo come l’ucèlli.
Le craeature mangiano continuamente come gli uccelli.
13. Panza pizzuta; fijo maschio.
Se la pancia è a punta, il figlio sarà maschio.
14. Majali e ffiji come l’allèvi li piji.
15. Chi ppresto addenta, presto sparènta.
16. Li dolori der parto se scordeno prèsto.
I doloir del parto si scordano presto
17. Donna pelosa, o mmatta o virtuosa.
Donna pelosa o matta o virtuosa
18. Chi allèva un fijo l’allèva matto; chi allèva un porco l’allèva grasso.
Chi alleva un figlio lo alleva matto, chi alleva un maiale lo alleva grasso(??)
19. Madre bbrutta fa li fiji bbèlli.
Madre brutta fa i figli belli
20. Fiji e affanni, scurteno l’anni.
Figli e affanni, accorciano gli anni
21. Mòreno ppiù agnèlli che ppècore.
Muoiono più agnelli che pecore (riferito all'età delle persone)
22. Créscheno l’anni e ccréscheno li malanni.
Con gli anni crescono i malanni 
23. Gallina vecchia fa bbon bròdo.
La gallina vecchia fa il brodo buono (riferito all'età della donna)
24. Gioventù ddisordinata fa vvecchiaja tribbolata.
 Chi da giovane fa una vita disordinata, farà una vecchiaia tribolata
25. La vecchiaja nun vô ggiôco: ma vô vvino, callo e ffôco.
La vecchaia non vuole gioco: ma vuole vino, caldo e fuoco.
26. La gioventù vô er su’ sfògo.
La gioventù vuole divertimento.
27. La Francia s’arivede in vecchiaja.
Chi non muore si rivede
28. Er giovine ha dda morì’ er vecchio deve.
Il giovane morirà dopo, il vecchio deve morire subito.
29. Li compagni der vecchio babbeo, sò’ la scatola, l’occhiali e’ ’r pallone.
I compagni del vecchio babbione sono la scatola, gli occhiali e il pallone.(??)
30. Vecchia zzitella fa ggiovine madre.
La vecchia zitella accompagna la giovane madre.
31. Aprile, dorce dormire.
Aprile dolce dormire (riferito all'arrivo della primavera)
32. De Marzo cresci panni; d’Aprile nun t’alleggerì’; de Maggio vacce adacio; de Giugno bbutta er cuticugno.
A Marzo copriti di più, ad aprile non ti alleggerire, a Maggio vai adagio, a giugno butta il soprabito.
33. Pregamo er Patreterno ch’estate sii d’estate e inverno sii d’inverno.
Preghiamo il Padreterno che l'estate sia estate e l'inverno sia inverno.
34. Chi nnasce de marzo, è mmatto.
Chi nasce di marzo è matto
35. Cattivo inverno fa cattivo istate.
Un inverno cattivo, porta una estate cattiva
36. Primo d’agosto, capo d’inverno.
Il primo agosto, inizia l'inverno.
37. La quaja d’agosto cià la frebbe ggialla su la códa.(??)
38. Chi nnasce môre.
Il nascere si porta dietro anche la morte.
39. Se cammini cor culo, ma sse campi. (??)
40. La morte e la vita stanno i ’mmano de Dio.
La morte e la vita stanno in mano di Dio
41. Oggi in figura, domani in sepportura.
Oggi in piedi, domani nella tomba (riferito alla brevità della vita)
42. Tigna e rógna, antro male nun ciabbisògna.
Tigna e rogna  come malattie bastano
43. A la salute nun c’è pprèzzo.
La salute non ha prezzo.
44. Se dice a l’ammalati: poco e spesso.
Si dice agli ammalati: (mangia) poco e spesso.
45. N’ammazza ppiù la góla che la spada.
Ne uccide più la gola che la spada (riferito all'ingordigia)
46. Piedi calli e ttesta fredda.
Piedi caldi e testa fredda.
47. Casa senza sole: mèdico a ttutte l’ore.
Casa senza sole, medico a tutte le ore.
48. Indove nun c’entra er sole, c’entra er medico.
Dove non entra il sole, entra il medico
49. Frebbe quartana: ammazza li vecchi e li ggiovini sana.
febbre quartana: ammazza i vecchi e risana i giovani.
50. Braccio ar collo e ggamme a lletto.(??)
51. Dieta e sservizziali, guarischeno tutti li mali.
Dieta e clisteri .. guarsiscono tutti i mali.
52. Chi nun crede ar dolore, guardi er colore.
Chi non crede al dolore, guardi il colorito.
53. Er male deve fa’ ’r su’ corso.
La malattia deve fare il suo corso
54. La rosalìa tre ggiorni cresce e ttre ggiorni cala.
La malattia chiamata rosalia cresce per tre giorni, e dopo cala per tre giorni.
55. Lascia er fôco ardente e corri a ddonna partorènte.
lascia il fuoco che arde e corri dalla donna che partorisce.
56. Chi mmagna campa, e cchi ddiggiuna crèpa.
Chi mangia campa, e chi digiuna muore
57. Gnènte è bbôno pe’ ll’occhi(??)
58. Er medico pietoso fa la piaga puzzolènte.
Il medico pietoso rende la piaga puzzolente
59. Mejo ar fornaro che a lo spezziale.
meglio dal fornaio che dal farmacista.
60. È mmejo a ppuzzà’ dde vino che d’acquasanta.
E' meglio l'odore del vino che quello dell'acquasanta (riferito ai sacramenti somministrati prima di morire)
61. E mmejo a ssudà’ cha stranutà’.
Fa meglio sudare che starnutire
62. Chi ppiscia chiaro fa la fica ar medico.
Chi fa la pipì chiara fa gli scongiuri al medico(nel senso che tiene lontano il medico) 
63. A mmale fresco c’è rimedio.
Alla malattia  insorta da poco si può rimediare
64. Finchè c’è ojo a la làmpena l’ammalato campa.
Finchè c'è l'olio nella lampada votiva, l'ammalato campa.(riferito alla portezione del santi protettori delle malattie)
65. L’appetito è bbon ségno.
Avere appetito è un buon segno.
66. Er cuntinuvo ammazza l’omo
La vita monotona ammazza l'uomo
67. Le malatie longhe consumeno le case.
Le malattie lunghe consumano le case (nel senso economico e morale)
68. Er male ariva come ’na cannonata, e vva via a oncia a oncia.
Il male arriva come una cannonata e va via piano piano.
69. Er mèdico è ccome er boja: se paga per èsse’ ammazzati.
Il medico è come il boia : si paga per essere ammazzati.
70. Guai, quanno l’ammalato chiede er vino!
Guai, quando l'ammalato chiede il vino.
71. È mmèjo ’na bbôna ca... che ’na bbôna magnata.
E' meglio una buona ca(gata) che una buona magnata
72. L’osso stii bbene; ché la carne va e vviéne.(???)
73. E’ llatte viè’ ppe’ le minestre e nno ppe’ le finestre.
La donna che allatta si deve nutrire bene .
74. Sempre bbène nun se pô sta’; ssempre male nemmeno.
Sempre bene non si può stare, sempre male nemmeno
75. Er sangue stagna; ma llassa la magagna.(??)
76. ’St’anno pédicellósa, ’st’antr’anno spósa.
Quest'anno piena di foruncoli, il prossimo anno si sposa (riferito alla donna giovane)
77. Quanno s’ariccónta nun è gnente.
Quando si può raccontare quel che succede,  vuol dire che è tutto passato.
78. Mejo logrà’ le scarpe che le ssedie.
meglio logorare le scarpe piuttosto che le sedie
79. Acqua e vvino, ingrassa er bambino.
Acqua e vino ingrassano il bambino
80. Beato quer parto che in ventiquattr’ora è ffatto.
Beato quel parto che in 24 ore è fatto
81. Lo spècchio de lo stòmmico è la lingua.
La lingua è lo specchi dello stomaco.
82. Ojo de lume, ’gni male consuma.
Olio del lume, consuma ogni male (riferito alla convinzione diffusa che
l’olio che bruciava perl’illuminazione della casa, avesse delle virtù terapeutiche marcate, e fosse adatto alla cura di molte malattie)
83. Ojo de lucerna ’gni male guverna.
Olio della lucerna ogni male....(vedi sopra)
84. Bocca amara, tièttela cara.
Bocca amara tienitela cara
85. Carne fa ccarne; vino fa ssangue; erba fa mm...
Carne fa carne, vino fa sangue, erba fa merda
86. Se magna pe’ ccampà’, no ppe’ ccrepà’.
Si mangia per campare, non per crepare
87. Latte e vvino, véléno fino.
Latte e vino, veleno fino
88. Magna poco e spésso.
Mangia poco e spesso
89. Quer che appetisce, nutrisce.
Quello che piace , nutre
90. Sacco vóto nun s’arègge dritto.
Sacco vuoto non si regge dritto (riferito alla mancanza di cibo)
91. L’acqua ruvina li ponti e er vino la testa.
L'acqua rovina i ponti e il vino la testa
92. Er vino è la zzinna de li vècchi.
Il vino è la mamella dei vecchi (riferito all'allattamento)
93. Bon vino fa bbon sangue.
Vino buono fa buon sangue
94. Moje ggiovine e vvino vècchio.
Moglie giovane e vino vecchio
95. La sera orsi; la mmatina arsi.???
96. Bacco, tabbacco e Vvènere, riducheno l’omo in cennere.
Bacco, tabacco e venere, riducono l'uomo in cenere.
97. È mmejo tajà’ er deto che la mano.
E' meglio tagliare il dito che la mano
98. Un diavolo scaccia l’antro.
Un problema sciaccia un altro
99. E’ riso fa bbon sangue.
Ridere fa bene
100. A Roma pe’ ttesta; a Nnapoli pe’ ggamme.???
101. Er male nun viè’ ssempre pe’ ffa’ mmale.
Non tutti i mali vengono per nuocere..
102. Chi mmagna prima e mmagna dòppo, mmer... de galoppo.
Chi mangia sempre, va al bagno di fretta???
103. A ll’arberi le foje, a le donne le dòje.
A gli alberi le foglie, a le donne le doglie
104. Chi ttócca lèva.
105. Ar mèdico la visita; a lo speziale la ricètta.
Il medico fa la visita, lo speziale la ricetta
106. Cascata de foje, catalètto ammannito.
Caduta di foglie, funerale ???
107. Chi mmagna troppo, stima casa
Chi mangia troppo, vomita in casa.
108. Callo che ddóle, pioggia vicina.
Callo che fa male è sintomo di pioggia
109. Er sale fa ll’ossa; e ll’ossa lo schertro.
110. Ne sballa ppiù la ghiottoneria che il coltello
provoca la morte più la ghiottoneria che il coltello.
111. La pelle è una; chi sse la sa guardà’ è ’na gran furtuna.
La pelle (nel senso di vita) è una, chi la sa proteggere è una gra fortuna
112. Cascata de ggioventù, ossa ammaccata; cascata da vecchio, morte avantaggiata.
Qunado si cade da giovani si ammaccano solo le ossa, quando si cade da vecchi si avvicina la morte.
113. Dimme che vvita fai, e tte dirò la morte che ffarai.
Dimmi che vita fai, e ti dirò la morte che farai.
114. Er male de ll’occhi se guarisce cor gommito.
Il male degli occhi si guarisce col gomito ?????????
115. Magna bbene, ca... forte, e nun avè’ ppavura de la morte.
Magna bene, caca forte, e non aver paura della morte
116. Carne insaccata, mar giudicata.
117. A mmagnà’ e a ggrattà’, tutto stà a incomincià’.
Mangiar e  e grattarsi, tutto sta ad iniziare.
118. Sette ore le dorme un còrpo, otto ore un pòrco.
Sette ore dorpe un corpo umano, otto ore un porco
119. Aria dé fessura té manna in sepportura.
Aria proveniente da una fessura , ti manda nella tomba